libreria

Tommaso Merlo

  Art is Fun 

Rifugiati


In un paesino sperduto tra le campagne lucane arrivano gli immigrati. I nuovi concittadini dovranno lottare contro la paura e il razzismo prima di riuscire a godersi la vita. Un percorso intenso e stimolante che varrà la pena compiere.

 

Sbarco a New York

C'est la vie come cantava Chuck Berry.

E una vacanza artistica a Brooklyn si trasforma in una disavventura pulp e in un viaggio dietro le quinte di New York.

Mare Nostrum
Un uomo oppresso dalla frenetica vita di oggi reagisce e si ritrova a viaggiare per la Penisola Iberica in compagnia di un soldato romano. Un viaggio alla riscoperta della propria interiorità .

Un padre abbandonato

Questa è la storia della separazione tra un padre e sua figlia. E del difficile cammino che un padre abbandonato deve compiere per sopravvivere. Una storia di lotta contro il dolore, l’odio e l’ingiustizia.

Lo swing della generazione Erasmus

Da una mansarda di Bruxelles alle grandi città del nord, dai grandi artisti senza tempo ai barboni, dai sogni studenteschi alla cruda realtà, per capire che l’Europa non è un sogno perduto …

 

Il populismo nero di Orban

Bastano pochi giorni per vedere dietro la maschera che Budapest indossa per i turisti. Per capire cosa sia davvero l’Ungheria di Viktor Orban. Si festeggiano i sessant’anni dal 1956, dal tentativo di rivolta ungherese al regime sovietico. Due settimane finite in nulla ma sbandierate dalla propaganda governativa come “rivoluzione” ed emblema dello spirito combattivo magiaro. Uno spirito tenuto al guinzaglio troppo a lungo e che cerca di liberarsi da una storia scomoda per il nuovo vento nazionalista. Dopo aver perso la Prima Guerra mondiale e archiviato l’Impero Austro-Ungarico, l’Ungheria firmò il Patto d’Acciaio con Hitler e Mussolini e perse anche la seconda finendo tra le braccia di Stalin. Solo nel 1989, col crollo dell’Unione Sovietica ...  (....)

Lesbo, prigionieri e poeti

“Cosa c'è in fondo ai tuoi occhi, oltre l'apparenza? Dove il tempo d'improvviso si ferma e la mia anima, sulle tue labbra, resta sospesa”, scriveva Saffo la celebre poetessa della Grecia antica. Sono passati 2.600 anni ed è ancora lei la star incontrastata dell’isola di Lesbo. Culla dell’amore saffico, Lesbo. Culla della democrazia, la Grecia. Sull’isola ci ha vissuto Aristotele prima di diventare mentore di Alessandro il Grande. Poi sono arrivati i Romani. Nell’80 AC un giovane Giulio Cesare impugnava le armi per la prima volta nell’assedio di Mitilene, la capitale. Secoli, poi Bisanzio, poi i Gattilusi, una famiglia della Repubblica di Genova che vi ha regnato per un secolo. Poi l’Impero Ottomano, poi l’Europa. . Millenni e la Turchia è ancora lì, si vede ad occhio nudo.  (...)

Guerra e razzismo visto da un campo greco


Finita la guerra devi tornartene in Siria altrimenti chi lo ricostruisce il tuo paese? Lo dico a Omar, un giovane padre rifugiato da tre anni in questo campo alla periferia di Salonicco. Non vedo l’ora di tornare, mi risponde. Russia e NATO stanno bombardano duramente da mesi, vogliono spingere Bashar al-Assad e i ribelli a firmare un accordo di pace al più presto, “così i rifugiati perdono il diritto di stare in Europa” e smettono di dare fastidio. Lo dice anche la legge: lo status di rifugiato si perde “cessate le circostanze” che lo hanno costretto a scappare. Mi siedo con Omar su un tappeto nella sua tenda, e sua moglie prepara un the.  (...)

Kiev, inverno caldo

Sabato sera il Teatro dell’Operetta di Kiev era esaurito in ogni ordine di posto, quasi tutti giovani, gente comune col vestito stropicciato della domenica, tre Euro di biglietto e timidi sorrisi. Scenografie colorate, vestiti tradizionali. Tra danze e assoli in “do di petto” un buffo monaco ortodosso devoto alla Vodka ostacolava una storia amorosa di shakespeariana memoria. Luci e colori che fanno bene agli occhi dopo settimane di grigiore. Note ed emozioni che fanno bene al cuore dopo anni di dolorosa crisi. Il pubblico ride e batte le mani a tempo di musica, sembra voler dimenticare il dramma che lo attende fuori da quel palazzo ottocentesco del centro, sembra temere che la realtà non gli riservi lo stesso lieto fine di quell’allegra operetta. (...)

Tirana, Albania


Entro in Albania dalla Grecia, dalla via Egnatia che portava i romani sbarcati a Durazzo fino a Istanbul. Montagne, laghi, carretti trainati da muli, villaggi dispersi nel verde, minareti bianchi che sbucano tra i tetti. Già, la maggioranza degli albanesi sono musulmani. Fatto che non ha scandalizzato nessuno quando nel 1991 il mercantile Vlora sbarcò a Bari i primi 20.000 immigrati albanesi. Altri tempi, gli italiani erano preoccupati solo che gli “invasori” fossero poveri e chissà cos’altro. Da quel torrido agosto di venticinque anni fa, gli albanesi si sono rimboccati le maniche fino a guadagnarsi il rispetto di tutti. (...)

          Reportage

Reportage che accompagnano il lettore nelle missioni umanitarie che ho svolto in Iran, Libano, Afghanistan e nel Sahara a seguito di guerre e catastrofi naturali. 

Da una mansarda di Bruxelles alle grandi città del nord, dai grandi artisti senza tempo ai barboni, dai sogni studenteschi alla cruda realtà, per capire che l’Europa non è un sogno perduto …

Russo

Inglese

Abandon your passions can be dangerous. Among the narrow alleys of Arles, following the footsteps of Vincent, everybody can learn a lot.